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CaltanissettaCapoluogo di provincia

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    Caltanissetta

    caltanissetta-hotel-albergh

    - Fonte -

    Caltanissetta (IPA: /ˌkaltanis'setta/ Nissa o Cartanissetta in siciliano) è un comune italiano di 60.267 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Sicilia.È il sesto comune capoluogo di provincia più alto d'Italia, il secondo dopo Enna in regione, nonché il quattordicesimo d'Italia per superficie.

    Territorio

    La città di Caltanissetta si colloca in posizione di rilievo dominante l'intera Valle del Salso, che si estende fino a includere la vicina Enna. Morfologicamente ricalca perfettamente le caratteristiche del territorio circostante, molto aspro e di composizione calcareo-argillosa. La città sorge fra tre colli (Sant'Anna, Monte San Giuliano e Poggio Sant'Elia) che, disposti ad arco, formano una conca entro la quale si sviluppa parte del centro storico e tutta la zona meridionale.È uno dei pochi casi, in Italia, di Provincia che ha un pezzo del suo territorio staccato dal resto: un' "exclave": si tratta del Comune di Resuttano, che si trova - come si vede dalla cartina qui accanto - tutto circondato dal territorio della Provincia di Palermo. Un altro esempio, nella stessa Regione, è quello del Comune di Bisacquino, territorio palermitano circondato interamente dalla Provincia di Agrigento.

    Geologia

    Secondo la letteratura geologica l'area di Caltanissetta è conosciuta col nome di "Bacino di Caltanissetta". Il rilevamento geologico, dei litotipi affioranti nell'area del Bacino di Caltanissetta, fu effettuato da Baldacci L. e Mottura S. Successivamente, intorno agli anni trenta nuovi studi furono effettuati dal geologo tedesco Behermann. Ogniben L.(1957) effettuò importanti studi sulla serie solfifera siciliana. Nel 1965 le serie stratigrafiche furono ricostruite da Paolo Schmidt Di Friedberg. Notevole spessore riveste lo studio di Decima e Wezel delle evaporiti Messiniane, introducendo in Sicilia, il Complesso evaporitico Inferiore e il Complesso evaporitico Superiore.. Ulteriori recenti studi sono stati effettuati da Aureli A. (1994) "Geomorfologia del Bacino del Fiume Salito (parte orientale), che tratta aspetti della geologia, di un'area estesa circa 100 chilometri quadrati, del territorio comunale, area compresa tra Caltanissetta, San Cataldo e Santa Caterina Villarmosa.

    Clima

    Il clima è piuttosto continentale, rigido e secco d'inverno, caldo e ventilato d'estate.Il vento è un elemento climatico della città. Nel periodo invernale possono essere presenti brevi e sporadiche precipitazioni nevose che talvolta conferiscono un aspetto "imbiancato" alla città. Le piogge si concentrano nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, ottobre e dicembre, quasi del tutto assenti in estate.La temperatura varia molto: le massime invernali sono in media di 9-12 °C, mentre quelle estive di 30-35 °C; le minime variano dalla media di 4-6 °C invernale a quella di 15-20 °C estiva. I picchi sono stati di -7 °C (minimo registrato nel 1934) e di 44.0 °C - massima raggiunta nell'estate del 1983.

    Storia

    Gli albori di Caltanissetta vanno cercati in epoca antichissima: reperti dell'età del bronzo trovati nei pressi della città, indicano che la zona è abitata fin dal IV millennio a.C. La posizione strategica fu certamente il motivo per cui gruppi di uomini, già a partire dall'ultimo neolitico, decisero di insediarsi in questa particolare zona della Sicilia centrale, su delle alture da cui si poteva dominare tutto il paesaggio circostante, molto vicini alla costa settentrionale e collegati alla costa meridionale dall'Imera meridionale, fiume che all'epoca risultava essere navigabile.Il primo nucleo urbano, di origine sicuramente sicana, si formò nella zona del monte Gabal al Habib ("la montagna panoramica"), attestato da un'epigrafe del 397 a.C. nella quale si legge per la prima volta il nome Nissa che, con l'arrivo dei Greci intorno al VII secolo a.C., venne posta sotto il presidio di Siracusa. Da questo momento storico l'arte subì un notevole perfezionamento, iniziarono a sorgere i primi edifici sacri e funerari e vennero costruite mura e altre fortificazioni.Dopo la seconda guerra punica, la Sicilia passò sotto il domino dei Romani, ma come nel resto dell'isola, la loro influenza a Nissa rimase superficiale. Fino a qualche anno fa si pensava che nel 123 a.C. Nissa fosse stata invasa dai Romani guidati dal console Lucio Petilio, che vi installarono una colonia chiamata "Petiliana" in suo onore. Oggi, dopo recenti studi, si tende a pensare che la colonia Petiliana corrisponda alla vicina Delia. Ciononostante il passaggio del console è rimasto un segno indelebile nella toponomastica della zona (per esempio Borgo Petilia). Un importante indizio della presenza latina risiede nei resti di una villa a nord-ovest di Sabucina, da dove provengono vari reperti archeologici, tra cui un busto dell'imperatore Geta.I primi ad abitare nell'attuale luogo della città furono i Bizantini che nella seconda metà dell'VIII secolo probabilmente edificarono il castello di Pietrarossa.Con l'arrivo degli Arabi, intorno all'846, che ne mutarono il nome in Qalʿat al-nisāʾ ("castello delle donne"), vi si stanziarono oltre trecento famiglie di origine tunisina.Nel 1087, la città venne occupata dai Normanni, e divenne possedimento del Gran Conte Ruggero, che la trasformò in feudo per vari membri della sua famiglia e fondò l'abbazia in stile romanico di Santo Spirito, laddove si trovava un avamposto militare di origine romana.Durante il dominio aragonese nel 1296 Federico III nominò conte Corrado Lancia. Nel 1361 i baroni Francesco Ventimiglia e Federico Chiaramonte assediarono Federico IV nel Castello di Pietrarossa, dove aveva trovato rifugio, e fu salvato dai nisseni, che non sopportavano la prepotenza dei due baroni.Nel 1365 Guglielmo Peralta, che già controllava Sciacca e Caltabellotta divenne il signore di Caltanissetta. Nel 1358 aveva riunito nel Castello di Pietrarossa i quattro uomini più potenti della Sicilia di allora (tra cui lui), Artale Alagona, Manfredi Chiaramonte, Francesco Ventimiglia, che si spartirono l'intera Sicilia nel cosiddetto Governo dei Quattro Vicàri, che tuttavia durò fino al 1392, quando Martino I di Sicilia intervenne militarmente. Il re Martino I regnò fino al 1409, quando gli successe il padre Martino I di Aragona, che però morì un anno dopo, nel 1410.Nel 1407 Caltanissetta passò ai Moncada di Paternò (con la nomina di Matteo Moncada conte da parte di Martino I), a cui resterà per 405 anni, fino all'abolizione della feudalità in Sicilia, nel 1812.Nel 1553 fu costruito il Ponte Capodarso sul fiume Salso per facilitare il trasporto dello zolfo. La costruzione, alta quasi 20 metri, è ancora esistente e percorribile.Nel febbraio del 1567 un forte terremoto colpì la città, e il castello di Pietrarossa ne rimase gravemente danneggiato. Subito iniziarono i lavori di restauro, che però, produssero l'effetto contrario, perché i ruderi del castello vennero utilizzati come cava per la ricostruzione del resto della città, e rimasero in piedi solo i resti di tre torri, due delle quali sono visibili ancora oggi.Nel 1718 a Caltanissetta scoppiò una rivolta antisavoiarda, come in molti altri centri siciliani. L'11 luglio di quell'anno le truppe sabaude di Vittorio Amedeo II di Savoia, guidate dal viceré Annibale Maffei furono costrette ad abbandonare la città.Durante la battaglia ci furono 53 vittime tra i nisseni e 17 tra i soldati piemontesi.Nel 1816, in pieno periodo borbonico, Caltanissetta fu elevata a capoluogo di provincia, grazie alla mediazione del giurista Mauro Tumminelli. Per questo motivo la popolazione nissena si rifiutò di partecipare ai moti separatisti di Palermo del 1820, e la città dovette subire un tentativo di saccheggio da parte di alcune bande armate, formate da galeotti ed ex carcerati, capitanate da Salvatore Galletti, principe di San Cataldo, che devastarono il quartiere della Grazia. Da questo evento nacque la ormai proverbiale rivalità tra le due città.La città fu colpita dal colera nel 1837 e successivamente per altre due volte (1854 e 1866).Aderì ai moti rivoluzionari ed indipendentisti del 1848-1849, guidati da Ruggero Settimo, che ebbero termine proprio a Caltanissetta, dove fu firmata la capitolazione dei rivoluzionari.Garibaldi e i suoi Mille giunsero a Caltanissetta il 2 luglio 1860 e vi fecero ritorno il 10 agosto. Come l'intera Sicilia venne annessa al Regno d'Italia lo stesso anno.Dopo l'Unità d'Italia fu interessata da un grande boom economico dovuto soprattutto ad un'intensa attività mineraria, che però fu accompagnata da varie sciagure: il 27 aprile 1867 morirono 47 persone a causa di un'esplosione di grisou nella miniera di Trabonella, 65 minatori persero la vita a Gessolungo il 12 novembre 1881 sempre per un'esplosione, e altri 51 nel 1911 a Deliella e a Trabonella.Le strade rotabili la collegavano a Piazza Armerina, Barrafranca e Canicattì fin dal 1838, ma la ferrovia arrivò solo nel 1878. Nel 1867 giunse l'illuminazione a gas, nel 1914 l'arrivo dell'elettricità permise l'apertura del primo cinematografo.Durante la Seconda guerra mondiale, nel quadro dello sbarco degli Alleati in Sicilia, subì diversi bombardamenti (7-9-11-13-17 luglio 1943) durante i quali persero la vita 351 civili. Il 18 luglio le truppe americane sbarcate a Gela una settimana prima entrarono e occuparono la città.

    Origine del nome

    Nissa era il nome di un antico villaggio (poi inglobato nel nuovo vasto tessuto urbano) nei pressi dell'odierna Sabucina che si legge per la prima volta in un'epigrafe pregreca.Il nome degli abitanti di Caltanissetta, i "nisseni", è certamente derivato dall'antica Nissa.Quando il borgo fu conquistato dagli Arabi, questi aggiunsero al nome originale il prefisso Qalʿat ("castello"), come testimoniato dal marocchino Idrisi, che nel 1154 la indica come Qalʿat al-nisāʾ. Il termine nisāʾ, però, in arabo significa "donne", ed è probabile che fosse riferito, con un gioco di parole, alle donne della antica Nissa, piuttosto che al villaggio stesso. La conferma della traduzione esatta come castello delle donne arriverà da Goffredo Malaterra, che rileverà che Calatenixet, quod, nostra lingua interpretatum, resolvitur Castrum foeminarum ("Caltanixet, che è stato tradotto nella nostra lingua Castello delle donne").Successivamente, durante il primo periodo Normanno (XI secolo), la città iniziò ad assumere il nome di Calatanesat, come si può riscontrare in una bolla del papa Eugenio II; mentre già alla fine del XII secolo, lo storico Ugo Falcando, nel suo Liber De Regno Sicilie, la nomina Caltanixettum, che risulta essere la traduzione ufficiale dell'odierno nome in latino.

    Cosa c'è da vedere a Caltanissetta
    • Cattedrale di Caltanissetta
    • Palazzo Testasecca, realizzato durante il XIX secolo in stile neoclassico dalla famiglia del Conte Ignazio Testasecca. Si trova in Corso Vittorio Emanuele, di fronte al Palazzo Benintende.
    • Palazzo Benintende, realizzato dall'architetto Giuseppe Di Bartolo, che presenta un'interessante sovrapposizione di ordini architettonici: le colonne al piano nobile sono in stile ionico, mentre quelle del secondo piano in stile dorico; numerosi sono anche i medaglioni e le lesene che aumentano il valore architettonico del palazzo. Nel 1862 vi alloggiò Giuseppe Garibaldi. È sito in Corso Vittorio Emanuele.
    • Palazzo Provinciale, la cui realizzazione fu iniziata dallo stesso Giuseppe di Bartolo nella prima metà del XIX secolo. L'architetto voleva costruire un enorme edificio che fosse sede sia degli uffici provinciali che di quelli comunali. La complessità dell'opera, però, risultò tale che nel 1870 il palazzo era ancora ben lungi dall'essere completato. Il progetto fu allora ridimensionato dall'ingegnere Agostino Tacchini e fu destinato ad ospitare i soli uffici della Provincia. Tra gli artisti che contribuirono alla realizzazione del palazzo, si ricordano: il nisseno Luigi Greco che realizzò l'aula consiliare e lo scalone principale; un altro nisseno, Michele Tripisciano, per le sculture che ornano il palazzo; il catanese Pasquale Sozzi per le decorazioni interne.
    • Piazza Garibaldi, nel cuore del centro storico, in cui convergono i quattro quartieri storici della città,
    • Villa Cordova, in Viale Conte Testasecca,
    • Villa Amedeo, in Viale Regina Margherita,
    • Villa Monica, in Via Filippo Turati.

    Personalità legate a Caltanissetta
    • Padre Angelico Lipani, monaco beato nel 1997.
    • Leonardo Sciascia, scrittore e deputato, che visse nella città dapprima come studente all'Istituto magistrale prima del 1940, poi dal 1960 al 1967.
    • Michele Tripisciano, scultore.
    • Giuseppe Frattallone, scultore.
    • Vitaliano Brancati, letterato.
    Pier Maria Rosso di San Secondo, letterato.
    • Beppe Cino, regista, sceneggiatore, produttore.
    • Salvatore Sciascia, editore.
    • Sergio D'Antoni, politico, ex sindacalista.
    • Antonino Caponnetto, magistrato antimafia.
    • Agostino Lo Piano Pomar, politico, fondatore dei fasci dei lavoratori e del partito socialista riformista, sottosegretario di stato.
    • Luigi Vannucchi, attore e doppiatore.
    • Giuseppe Gabrielli, progettista aeronautico.
    • Guido Chiarelli, nato a Caltanissetta, ingegnere responsabile a Torino dei progetti di illuminazione pubblica durante le manifestazioni legate al centenario dell’Unità d’Italia (Italia 61).
    • Pompeo Colajanni, partigiano e deputato.
    • Aldo Pinelli, dirigente della Regione Siciliana e filantropo scomparso nel 1986 a cui Palermo ha dedicato una via.
    • Gaetano Costa, magistrato, ucciso dalla Mafia nel 1980.
    • Salvatore Vitale artista nato a Caltanissetta e trasferito a Torino, docente di belle arti pittore e scultore. Ha realizzato il monumento ai caduti sul lavoro per la città di Torino. Le sue opere si trovano in diversi musei.
    • Benedetto Del Castillo Deputato della D.C. Ha vissuto a Caltanissetta dal 1949 al 1980. Ivi ha svolto la sua attività politica.
    • Francesco Biangardi scultore napoletano, vissuto a Caltanissetta dal 1886 alla morte.
    • Giovanni Mulè Bertolo, filologo e studioso della città.


    Edited by Simona s - 6/7/2013, 00:22

     
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